DIRITTO AGRARIO E ALIMENTARE: ARMONIZZAZIONE, UNIFICAZIONE E PERCORSI INVERSI (I Convegno annuale della Comunità Scientifica di Diritto Agrario – in memoria di Luigi Costato) | Rovigo-Ferrara, 17-18 ottobre 2024

Il diritto agrario (specie quello unionale, già “comunitario”) e il diritto alimentare sono stati, sin dalla loro genesi, caratterizzati da una costante tensione dialettica fra due diversi approcci metodologici di normazione: quello fondato sull’armonizzazione e quello, tipicamente utilizzato dalla politica agricola comune, dell’unificazione delle discipline.

Ne sono nati due percorsi collegati, eppure distinti per svariati decenni: da un lato, un diritto agrario dell’UE che da subito si è potentemente sviluppato attorno a un concetto organico di politica comune, con l’immediata realizzazione di un mercato unico dei prodotti agricoli assoggettati – pur nel quadro più generale della libera circolazione delle merci – ad un regime speciale di mercato (complementare alle eccezioni stabilite in tema di concorrenza); dall’altro, un mercato dei prodotti alimentari (non rientranti nell’elenco dei prodotti agricoli) regolato da norme spesso asistematiche, almeno fino alla codificazione dei principi avvenuta con il reg. CE n. 178/2002, e connotato da armonizzazione solo parziale mediante direttive, con lacune in parte importante (ma solo in parte) colmate da una vera e propria giurisprudenza creatrice di diritto.

Questa lunga evoluzione, culminata nell’attuale visione integrata di filiera (ormai fatta propria anche dall’ordinamento unionale), ha rappresentato negli anni un vero e proprio “laboratorio” per lo sviluppo dei rapporti fra ordinamenti – in particolare fra quelli nazionali e quello europeo – che ha visto la PAC nascere “comunitaria” ed evolvere, più recentemente, verso una maggiore nazionalizzazione, mentre – in direzione contraria – la sistematizzazione del diritto alimentare, sempre più affidata allo strumento del regolamento (e, quindi, all’unificazione delle discipline), si è via via maggiormente “comunitarizzata”, progressivamente erodendo le norme nazionali.

Tutto questo è avvenuto non senza, tuttavia, tendenze centrifughe di alcuni Paesi che, in nome della tutela di “valori nazionali” legati al patrimonio agroalimentare, hanno di tanto in tanto mostrato insofferenze verso questo processo, talvolta reintroducendo norme nazionali anche in ambiti ormai completamente armonizzati (in tal modo tentando di minare alla base lo schema fondato sul primato del diritto UE). Così come, per altro verso, alcuni Stati membri hanno, invece, cercato soluzioni condivise, di natura intergovernativa, ai vuoti di armonizzazione che, malgrado la febbrile produzione normativa del legislatore unionale in materia alimentare, sono residuati anche in ambiti importanti sui quali l’UE non ha ancora trovato il necessario compromesso politico.

È il caso, ad esempio, degli estratti botanici (uno dei principali focus di “BEETROOT”, progetto PRIN PNRR), una categoria di prodotti che coniuga agrarietà, rilevanza economica per i segmenti più avanzati del settore alimentare (essendo ingredienti sempre più importanti degli integratori alimentari, in un mercato che segna un trend di sviluppo straordinario) e vero e proprio paradigma di innovazione agroalimentare.

In queste continue “dialettiche incrociate” è da chiedersi, infine, quale possa essere il ruolo della Corte di giustizia dell’UE e delle Corti nazionali (specie costituzionali), posto che le norme relative al settore incidono sovente su beni giuridici importanti, talora fondamentali (vita e salute), prestando il fianco a possibili “resistenze” sul piano dei controlimiti e, conseguentemente, della tenuta complessiva del sistema.

Per la partecipazione al Convegno è richiesta la compilazione del modulo di iscrizione

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In occasione dell’evento, all’apertura del Convegno (il 17 ottobre a Rovigo, ore 14.00) sarà ricordato il prof. Luigi Costato, con una breve cerimonia di intitolazione dell’Aula Magna di Palazzo Angeli, la quale diverrà “Aula Magna Luigi Costato”

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Evento cofinanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione 4 – “Istruzione e Ricerca” – Componente C2 – Investimento 1.1, Fondo per il Programma Nazionale di Ricerca e Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN)

Progetto: Building a comprehensive regulatory framework for plants with healing properties and botanicals, used as food, to boost public health (BEETROOT) Soggetto beneficiario: Università degli Studi di FERRARA CUP F53D23012090001